REALITISCIO'

a decidere sarà il pubblico con il televoto

il concorrente

Utente: MrPokoto
Nome: Fabio

Era passato dalla borgata della Cittàdeimarinaiedellecommesse alla grande cittàcapitale e qui se ne andava in giro con la sua bicicletta respirando polveri neanche troppo sottili e schivando macchine per strada e pedoni sui marciapiedi. Uniche cose rilevanti: mangiava le sue unghie, non per nervosismo ma per piacere; detestava il formaggio.
Poi un giorno lui - Ciccione, come lo chiamava lei - aveva chiesto alla sua Bruttona di sposarlo.

Hanno televotato:

*loading* spettatori

Pokotò e Pokoyò


Questo blog ha i superpoteri. E anche la mia tesi di dottorato ce li ha.

I got the Power. Romina Power.


Pubblicità

Io gioco al fantauditel


RomaPedala



'ste cose non lo so

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Giusto perché fa fico

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This opera by Fabio MrPokoto is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale 2.5 Italia License

lunedì, 16 novembre 2009

I got the Power. Romina Power. 

Questo blog ha i superpoteri. Gli stessi della mia tesi di dottorato:


LIVE da: MrPokoto in onda alle ore 19:52 | link | commenti (6) | commenti (6)(popup)
nominèscion: università salaria113, così non va bene mrpok

martedì, 10 novembre 2009

A me il domino da piccolo cadeva sempre prima di averlo finito tutto. 





 



E niente, Angela Merkel che tu la vedi una donna tutta d'un pezzo e poi ha una vocina buffa.
LIVE da: MrPokoto in onda alle ore 16:39 | link | commenti (3) | commenti (3)(popup)
nominèscion:

lunedì, 09 novembre 2009

Forse sono rimasto più comunista di quanto pensassi (#2) 

Nove Novembre Duemilanove
Mentre tutto il mondo oggi guarda a Berlino, io ci sono.
Che culo eh?

Cadde il muro, e cadde il socialismo. Quel che restò fu il capitalismo. Così la storia scelse il suo corso, e mentre l'occidente mostrava il volto più brutto del capitalismo, con Reagan e Maggie Tatcher che avevano appena finito di regnare e fare danni per il mondo per un decennio, proprio allora l'oriente, che pure aveva mostrato il lato più brutto del comunismo con la Stasi e i vari muri, collassò.
In tutto ciò credo di aver capito che uguaglianza e libertà sono due grandezze inversamente proporzionali.

Insomma, mettiamo da parte un attimo questa storia della dittatura e dei muri e della polizia segreta che ti spiava. Ecco, mettiamo da parte un attimo ciò e consideriamo solo le idee alla base. A me insomma questo socialismo in fondo non dispiaceva. Una società in cui tutti erano (o avrebbero dovuto essere) uguali noi nell'occidente ce l'avevamo solo in Belgio e l'aveva realizzata Peyo nel '58 inventando i Puffi.


E poi volete mettere, crescere con questi:

        

Piccoli miti dal sapore delle cose semplici. Voglio dire, sempre meglio di BigBabol e Cocacola!
(Sì sì, ho visto Goodbye Lenin di recente)


E sì, libertà ed uguaglianza saranno pure grandezze inversamente proporzionali, ma chissà se il muro fosse caduto al contrario...

(Thanks to LaCasaOrca)

“Già nelle prime ore di apertura dei varchi di confine migliaia di cittadini
della Repubblica Federale Tedesca hanno compiuto,
nell’entusiasmo generale, i primi passi nel nostro Paese.

E sono in molti a voler restare,
alla ricerca di un’alternativa all’insensata lotta per la sopravvivenza
cui si ispira il sistema capitalista; desiderosi di un mondo che,
rifiutando il carrierismo sfrenato e la schiavitù del consumismo,
metta nel dovuto risalto i più autentici valori dell’umanesimo.

Queste persone vogliono una vita diversa.
Hanno compreso che automobili, videoregistratori e apparecchi tv non sono tutto,
e sono giunte qui per realizzare il sogno di una società
fondata sul lavoro, sulla volontà, sulla speranza”


LIVE da: MrPokoto in onda alle ore 11:48 | link | commenti (6) | commenti (6)(popup)
nominèscion: altrove, realità fuori dal realiti

sabato, 07 novembre 2009

Riguardo i miei studi: 


LIVE da: MrPokoto in onda alle ore 20:58 | link | commenti (3) | commenti (3)(popup)
nominèscion: altrove, università salaria113, così non va bene mrpok

lunedì, 02 novembre 2009

Occhio Malocchio Prezzemolo e Finocchio 

Sarà che ho messo tutto 'sto nero dentro il blog, sarà che è il 2 novembre.
Fatto sta che oggi sono stato aggiunto come amico da tale elaborarelutto.

Certo, se qualcuno ti aggiunge come amico sta male rifiutare. E però forse glielo dovremmo spiegare ad elaborarelutto che questo non è il nome migliore da scegliere se vuoi fare amicizia.
Ad ogni modo, una grattata di palle e via.


*Aggiornamento dopo neanche un minuto*
Pare che elaborarelutto abbia contattato anche SyrBabylon.
E tu sei stato contattato da elaborarelutto? Vediamo in quanti siamo.

LIVE da: MrPokoto in onda alle ore 22:56 | link | commenti (15) | commenti (15)(popup)
nominèscion:

domenica, 01 novembre 2009

Un tempo ero comunista (#1) 

Un tempo ero (più) comunista. Ad essere precisi ero nel periodo Anarko-Komunista-Sentimentale, periodo che ha caratterizzato i miei 16 anni.
Poi quel periodo terminò. Era la sera del 24 dicembre, e tutti i miei grandi ideali Anarko-Komunisti e anche quelli Sentimentali si infransero lì, sul portone di ingresso del Liceo Scientifico Galileo Ferraris.

Non che fosse il sessantotto, ma quell'anno ci furono delle grandi proteste degli studenti contro la riforma della scuola di Berlinguer. Il fatto che non ricordi in cosa consistesse tale riforma la dice lunga sulla mia partecipazione al dibattito politico-istituzione di allora; ma la mia partecipazione all'occupazione quell'anno fu totale e appassionata.
La nostra scuola era il quartier generale della protesta jonica. Il leader della protesta era Michele Omonimo (Omonimo non è il cognome, ma vuol dire che abbiamo lo stesso cognome) e questo Michele Omonimo, detto Mike Omonimo, era il nostro rappresentante d'istituto. Quel periodo ero famoso a scuola, perché tutti mi chiedevano "Oh, ma sei il fratello di Mike Omonimo tu?" ed io "no, non siamo neanche parenti". Dopo quell'anno rimasi ancora famoso, ma giusto perché il mio cognome è evocativo di droghe leggere e per il fatto che 3/4 di istituto studiava sui miei appunti di matematica ("Oh tu sei Fabio Omonimo? Madò lo sai che io tengo le fotocopie del tuo quaderno di matematica?").
Ma non divaghiamo, ché quando si parla dei tempi del liceo si divaga sempre.
L'occupazione inizio a novembre. Io venni eletto Coordinatore del Coordinamento Artistico. Il che vuol dire che ero quello che approvava gli slogan da scrivere sugli striscioni e mi occupavo della loro realizzazione. Poi camminavo sui cornicioni della scuola per attaccarli e andavo in giro ad accendere le luci in tutte le aule per far vedere che la scuola era piena.
In quanto Coordinatore del Coordinamento Artistico facevo anche parte del Coordinamento di base. Io ero il più giovane del coordinamento di base. Probabilmente perché mi credevano il fratello di Mike Omonimo, chissà.
La nostra era un'occupazione seria, e su questa serietà ci giocavamo tutto. Niente scritte sui muri, niente danni, niente gente che trombava nelle classi, libertà per le quinte di fare lezione. Insomma, una palla clamorosa, e però a me questa serietà piaceva, perché io in cuore mio ero convinto di quello che stavamo facendo.
Tutti dicevano che saremmo durati fino al ponte dell'8 dicembre. Invece l'occupazione andò avanti. Fino all'ultimo giorno prima delle vacanze di Natale. Arrivai a scuola (io non ci dormivo) ed eravamo tutti fuori, sgombrati.
Dunque Mike Omonimo si erse sulla folla, megafono alla mano e annunciò che l'occupazione sarebbe ripresa il giorno dopo, quando la scuola era chiusa per le vacanze, perché dovevamo dare dimostrazione della nostra serietà e del fatto che non occupavamo per saltare giorni di scuola; quindi avremmo continuato l'occupazione per tutte le vacanze di natale, fino al 6 gennaio. Non potete capire quanto mi fomentava questa cosa!

La sera dopo eravamo in 10, davanti alla scuola. Ovviamente la scuola era chiusa e noi dovevamo riuscire ad entrare. Ma quella mattina Mike Omonimo aveva mandato il vice rappresentante, che era il Coordinatore del Coordinamento Sicurezza, ad aprire dall'interno un vecchio portone dell'ala dell'edificio che era in ristrutturazione. Insomma, entrammo facili. Il punto era che non è che entrammo proprio in modo legale.

Io mi ricordo che ero in seconda C a scrivere un comunicato stampa urgente (per evitare che la nostra effrazione ci fosse imputata come furto piuttosto che come occupazione) quando qualcuno urlò. Era arrivata la Digos.
Il vice rappresentante e un altro se la squagliarono dal portone dell'ala in ristrutturazione. Poi si giustificò dicendo che voleva fare il concorso per la M.M. (Marina Militare, o anche Maledetta Marina) e non poteva avere la fedina penale sporca. Mike Omonimo era in terza C con uno della Digos a parlare. Gli altri erano davanti al portone con i tre poliziotti della digos che sbarravano la strada, implorandoli di farli uscire.
E niente, io che non avevo capito bene i risvolti della situazione, continuavo a scrivere il comunicato urgente e solo dopo raggiunsi gli altri.
La digos aspettava la camionetta che avrebbe dovuto portarci in questura e il vicepreside che doveva richiudere la scuola. Noi eravamo tutti sull'uscio della porta, Mike compreso, e tutti imploravano i poliziotti di lasciarli andare, mentre loro ci minacciavano di farci passare la notte in questura. E allora io dissi la frase più assurda (assurda?) che si potesse dire in quel momento. "Tanto domani noi di nuovo qua stiamo, voglio vedere se a Natale ci venite a sgombrarci".
Putiferio.
Quelli della Digos urlavano contro di me. Gli altri gridavano contro di me. Mike Omonimodemmerda gridava contro di me.

E poi ci lasciarono andare, perché era vigilia pure per loro e avevano di meglio da fare pure loro.
E poi mi ricordo che ero sulla circolare rossa che tornavo a casa, con la giacchetta di velluto a coste marroncina che me la tenevo chiusa stretta perché morivo di freddo, e un megafono sottobraccio.
Realizzai che non avevo avuto tempo per comprare i regali di Natale a nessuno, e mi sentivo una merda. Anzi, una merda senza più un idea che giustificasse il motivo per cui mi sentivo una merda.


Io l'8 gennaio riportai il megafono a scuola, perché non era mio. Ma invece mica ci ritrovai i cd che avevo portato lì durante l'occupazione!
E pensai " a questo punto era meglio se mi tenevo il megafono, ché in parrocchia un megafono per le feste con i ragazzini serve sempre".
LIVE da: MrPokoto in onda alle ore 16:19 | link | commenti (11) | commenti (11)(popup)
nominèscion: precedentemente

lunedì, 26 ottobre 2009

Drugs 

 

Junkie since I was 6 y.o.
LIVE da: MrPokoto in onda alle ore 19:07 | link | commenti (10) | commenti (10)(popup)
nominèscion: altrove, così non va bene mrpok

venerdì, 23 ottobre 2009

Martino Grosso 

La prima volta che ci siamo incontrati mi ha fatto un lungo discorso. Del quale ovviamente non ho capito nulla ma che, a giudicare da come mi guardava alla fine, presumibilmente prevedeva una mia risposta di qualche tipo.
E invece no, o almeno presumibilmente no. Perché ora che lo vedo più spesso ho capito che lui fa sempre così. Ti fissa, non fa una smorfia non ti dice niente, semplicemente aspetta che tu gli inizi a parlare. Se non fosse che io onestamente non ho un granché da dirgli, per non parlare del fatto che quando parla in inglese con il suo ccento tedesco io proprio non lo capisco.

Martino Grosso è il nome italianizzato di un mio professore qui a Berlino. Egli veste sempre di nero. Tutto nero, dal calzino alla giacca passando per camicia e pantaloni. Una delle volte in cui mi fissato ho pensato: mò gli chiedo is your underwear black too? Forse è perché penso a queste cazzate che non so mai cosa raccontargli.
Ad ogni modo dopo essere stato alla sua prima lezione mi sono deciso ad andare a comprare un registratore.
Poi ieri sera c'è stato questo net-meeting. Perché dovete sapere che questi berlinesi adorano fare l'università cazzeggiando, o forse adorano cazzeggiare mentre fanno l'università. A lezione i professori si presentano con i termos di caffè e i tazzoni di Starbucks, roba che neanche mia madre a pasquetta. Il mercoledì all'una abbiamo una cosa che si chiama Brown Bag Lecture che io pensavo che questo Brown Bag fosse qualche insigne studioso insignito del titolo di una serie di lezioni. Ma manco per niente! La brow bag sarebbe il sacchetto della spesa! Quello di carta marrone, avere presente? E la brown bag lecture sarebbe una lezione informale in cui chi vuole si porta da mangiare. E in pratica stavano tutti lì ad ascoltare questo tizio venuto dall'Inghilterra, e mangiavano; chi con il contenitore pieno di riso, chi coi panini, gente che sbucciava la frutta. Roba che neanche mia madre a pasquetta.
E insomma ieri ci stava quest'altra cosa, il jour fixe. In un caffè. E praticamente niente, stavamo là noi studenti del PhD programme e i nostri 3 professori a bere, mangiare e cazzeggiare. Tecnicamente avremmo dovuto parlare delle nostre ricerche. Praticamente abbiamo parlato della circoncisione e di altre cose interessanti, soprattutto dopo che i prof hanno fatto fuori la terza boccia di vino.

Ma tutto questo insomma per dirvi che Martino Grosso, l'uomo nero, ieri sera si è seduto esattamente di fronte a me. E ovviamente mi ha fissato per tutta la serata ma senza parlarmi, mentre io cercavo di svagare guardandomi intorno o fissando il bicchiere. Però preferivo che non mi parlasse, perché tanto non lo capisco. Niente, continuava a fissarmi; magari un po' chiacchierava con gli altri, ma poi tornava  fissarmi.. A un certo punto avevo paura stesse per farmi piedino.
Ecco, in conclusione quello che volevo dire è che io credo che quell'uomo abbia dei problemi relazionali.
LIVE da: MrPokoto in onda alle ore 20:27 | link | commenti (10) | commenti (10)(popup)
nominèscion: altrove, università salaria113, così non va bene mrpok

domenica, 18 ottobre 2009

4 socks 

Ecco, a me già canale5 faceva schifo. E poi mattino5 e pomeriggio5 li ho da sempre considerate come le trasmissioni politiche più pericolose (al confronto fede è innocuo, è una macchietta. Ma mattino5 e pomeriggio5 sono degni del miglior Orwell fidatevi).
Insomma io già detestavo queste trasmissioni. Poi vengo a sapere che grazie a loro adesso mettere dei calzini turchesi è una cosa da "stravaganti". E poi succede che tutti si vogliono mettere i calzini turchesi. Dolce e Gabbana si sono molto risentiti che a lanciare le mode ora sia Franceschini e non più loro.
Quello che sto cercando di dire è che non mi va che qualcuno mi dia del Mesiano se vado in giro con i calzini turchesi. Perché io questi calzini turchesi li avevo comprati già la settimana scorsa, molto prima che succedesse tutto sto casino. Li ho pagati tipo7 euri da HeM su Friedrichstrasse, 4 calzini. 4 socks per l'esattezza. Quelli che avevo erano tutti bucati, mi servivano.
Insomma, menomale che vivo a Berlino per un po'.
LIVE da: MrPokoto in onda alle ore 19:23 | link | commenti (17) | commenti (17)(popup)
nominèscion: altrove, realità fuori dal realiti

giovedì, 15 ottobre 2009

Una retata insomma 

Le mie budella iniziano a lamentarsi. Sarà perché mangio Kurrywurst e Kasekuchen a montoni, o forse è solo il cambiamento d'aria, o molto più probabilmente ho preso freddo alla pancia. Perché, sì. Qui fa freddo. E, sì. Io sono uno di quelli che crede che se prendi freddo alla pancia poi ti viene la diarrea, me l'ha insegnato mia nonna credo. E infatti ogni volta che vedo 'ste ragazzine con i pantaloni a vita bassa e le giacchette corte a gennaio, dico sempre: ma non ti viene la diarrea?
Comunque, non era di questo che volevo parlarvi, ammesso che ci fosse qualcosa di preciso di cui volevo parlarvi.
Il punto è che qui puoi pure entrare in metropolitana senza biglietto, perché non ci sono i tornelli. Ma i controllori poi sono degli omaccioni grandi e grossi in borghese che appena si chiudono le porte della metro iniziano ad urlare cose tedesche e in fretta e furia controllano tutti, entro la stazione successiva.
A me hanno fatto un po' paura.
Ah, e poi ho visto due scoiattoli che si inseguivano intorno al tronco di un albero sotto casa. E poi pare che il governo germanico mi regali 110 euro per il semplice fatto di stare qui a respirare sul suolo germanico.
Per il resto tutto ok. Ho iniziato a sognare in inglese, però ieri a lezione mi sono prenotato per qualcosa che non ho capito cosa è, ma ho visto che tutti si prenotavano e quindi ho alzato la mano anche io. Speriamo bene. Secondo voi cosa era?
LIVE da: MrPokoto in onda alle ore 21:20 | link | commenti (9) | commenti (9)(popup)
nominèscion: altrove, università salaria113, così non va bene mrpok

giovedì, 08 ottobre 2009

Looking for freedm 

Nel mio immaginario la città di Berlino è sempre stata legata agli anni 80-90. Probabilmente perché all'epoca andava di moda, o forse perché in quegli anni ci venivo spesso qui a Berlino (ed avevo 8-10 anni).

Così, dopo che funku mi ha aperto tutto un modo facendomi venire a conoscenza di questo video (il famoso video in cui Hasselhoff se la sente sucata ©), ora che sono in Berlin ho scoperto un'altra cosa ugualmente affascinante: una canzone dello spallinuto Hasselhoff è stata la colonna sonora niente di meno che della caduta del muro di Berlino. Cioè, quando è caduto il muro praticamente la gente stava tutta là a bere alla porta di Brandeburgo mentre qualcuno sparava a palla Looking for freedom. Vi rendete conto? La Germania è sempre stata avanti, non c'è che dire. Beh ora che sono dieci anni dalla caduta del muro spero che facciano qualche manifestazione con special guest Hasselhoff in pantaloni e giubbotto di pelle nera, non me lo perderei per nulla al mondo.

Anni '80 a parte, vi posso dire che qui il mio nome ha ri-perso la doppia B.

E ora, godetevelo:


 
LIVE da: MrPokoto in onda alle ore 20:38 | link | commenti (9) | commenti (9)(popup)
nominèscion: altrove

mercoledì, 07 ottobre 2009

Sarà perché ti amo. Ultimo capitolo (Racconto-Canzonato) 

E sì, lo so. Vi ho fatto aspettare tanto, forse troppo per il gran finale del Racconto Canzonato®. In realtà non sapevo se finirlo o no, ma poi ho ricevuto la visita dei sicari di Bill Gates e, sapete, a quella gente non si può dire di no. Comunque spero che il troppo tempo che è passato non vi abbia fatto dimenticare cosa è il Racconto Canzonato® e di che parla. Vabè, come diceva sempre il mio prof di latino, un ripasso non può farvi che bene.
Il Racconto Canzonato® è un racconto in cui ci sono delle canzoni (tutte dei Ricchi e Poveri!), che fanno parte integrante della Storia.

Nella fattispecie (che parola buffa fattispecie) il mio Racconto Canzonato® parla di Angela, una ragazza che lscia il suo paesello per andare a studiare nella grande città. Nel paesello invece rimane Antonio, amico di infanzia di Angela e che con l'aiuto di una santona scopre di essere innamorato di lei. Quindi va a riprendersela nella grande città. Ma intanto Angela ha nuove amicizie, Marina la sua coinquilina, ed è stata invitata a un ballo da un ragazzo, Riccardo, e i due alla fine si sono messi insieme. Antonio tutto sommato la prende bene, e finisce a letto con Marina, dove peraltro scopre delle doti da grande amatore che ignorava. Ma, ahinoi, nello scorso capitolo si è scoperto anche che Riccardo veniva baciato da una misteriosa ragazza bionda.
Come finirà la storia?
Eh un attimo, mo leggete e lo scoprite.

Il racconto finisce qui miei cari. E' stato un piacere ma non sono sicuro che ne scriverò altri. Oh, io ho anche da lavorare ogni tanto!

Per chi fosse giunto solo ora a conoscenza del Racconto Canzonato® sappia che è uno sfigato. Ad ogni modo può leggere gli arretrati qui [1] qui [2] qui [3] qui [4] e qui [5]. Gli arretrati sono aggratis!
Istruzioni per l'uso: leggi e, quando c'è scritto, attiva il player e continua a leggere a tempo.


SARA' PERCHE' TI AMO

Ultimo Capitolo
Ma tu mi capirai?


Sentì solo una mano sulla spalla destra che con forza lo faceva roteare su se stesso e una fitta lancinante alla tempia sinistra. Poi il vuoto.
Quando Riccardo si svegliò era sdraiato per terra e un capannello di persone gli stava intorno, chi gli faceva vento con gli appunti della lezione, chi gli offriva dell’acqua, chi gli urlava “ragazzo stai bene?”. E poi c’era Antonio che lo guardava con una faccia terrorizzata.
- Riccà stai bene?
- Madò che male! Che è successo?
- Beh… ti hanno dato un pugno
- Chi?
- ehm… io – un po’ per paura della reazione di Riccardo un po’ per l’imbarazzo di avergli fatto così male Antonio subito aggiunse – mi dispiace scusa non pensavo di farti così male! Cioè, io non ho mai picchiato nessuno in vita mia, che ne sapevo di essere così forte.
- Ma sei impazzito! Guarda che mi hai fatto all’occhio!
Intanto, nel grande androne della facoltà, la gente intorno si era dispersa. Antonio diede una mano a Riccardo e lo aiutò a rialzarsi.
- Senti, lo so perché mi hai menato. Cioè, lo immagino. Angela non mi risponde più al telefono… Antò, tu mi devi aiutare
- Aiutare?
- Che ti ha detto Angela?
- Che te la fai con un’altra, ecco che mi ha detto. Vi ha visti che vi baciavate davanti alla pasticceria.
- Lo sapevo… Io non me la faccio con un’altra e non stavo baciando nessuna, era lei che baciava me al massimo. Io di Angela mi sono innamorato davvero Antò.
- Senti, lascia stare. Sono maschio pure io, le capisco certe cose.
- No davvero. Ascolta, la tizia bionda che mi baciava si chiama Patty e ha solo 16 anni. E’ un’amica di mia sorella, ed ha una cotta per me, ma io non lo sapevo. Mi ha chiamato e mi ha detto che dovevo raggiungerla, che aveva una cosa importante da dirmi. Io pensavo fosse successo qualcosa a mia sorella. Invece poi mi ha detto che era innamorata di me, da due anni, e che non ce la faceva più e voleva dirmelo. Io le ho spiegato di me e Angela e lei è scoppiata a piangere. L’ho consolata, non sapevo che fare stavo là solo con lei che piangeva e mi stavo vergognando da morire. E poi mi ha chiesto se potevo esaudire un suo desiderio e darle un bacio. E io ho rifiutato. Allora mi ha chiesto almeno di passare con lei la mattinata, voleva far finta che non fosse successo niente e che fossimo amici come prima. Abbiamo passeggiato, mano nella mano; poi ha preso il mio braccio e se l’è messo intorno al collo, e sembrava che le fosse passato tuto. Era una ragazzina capisci? Volevo solo accontentarla. Poi quando dovevamo salutarci mi ha baciato. Non ho voluto scansarmi e sono rimasto fermo, l’ho allontanata piano e le ho detto che non avrebbe dovuto farlo, e lei mi ha chiesto scusa. Mi ha salutato e se n’è andata. Capisci? Non è successo niente!
- E io dovrei crederti?
- Sì Antò, devi credermi, e devi aiutarmi a farlo capire ad Angela. Lei è la cosa più bella che ho avuto dalla vita, io non la voglio perdere.
Antonio guardava quel ragazzo che si teneva una bottiglia di tè SanBenedetto su un occhio livido mentre raccontava una storia buffa con gli occhi quasi pieni di lacrime implorandolo di credergli. Quel ragazzo che gli stava sul cazzo e non sapeva perché, o forse non gli stava troppo sul cazzo, e di questo ancora più non ne capiva proprio il motivo. Poi gli disse
- Dammi il numero di tua sorella. Ah, e... ce l’hai una chitarra tu?

*

In quei giorno Antonio e Marina non avevano molto tempo per stare insieme; preferivano entrambi stare con Angela, farla ridere, tirarle su il morale. E Angela ora stava un po’ meglio e si godeva la compagnia dei suoi due amici.
Quella sera Marina bussò ed entrò in camera sua
- Ti devo dire una cosa.
- Antonio?
- Antonio è uscito, dice che doveva fare un servizio. Senti Angela, io e Antonio… Stiamo insieme.
- Che?
- Sì, cioè… in realtà non so se stiamo insieme non è che ce lo siamo detti. Però credo di sì. O perlomeno io so che voglio stare con lui
- Marina stai scherzando? Antonio? Antonio-sono-venuto-dal-paese-apposta-per-redimere-la-tua-vita-che-stava-andando-verso-la-perdizione? Quell’Antonio?
- Guarda che lui non è proprio così come lo descrivi; non è quel provincialotto che pensi. E poi pensavo fossi contenta
- Ma sì io sono contenta, davvero. Lui è un ragazzo splendido, solo che… non ce lo vedo proprio con te!
- Lascia stare. Tu non sai di cosa è capace quell’uomo sotto le lenzuola
Il rumore della chiave che apriva il portone di casa interruppe il silenzio esterrefatto di Angela, che per la prima volta dovette pensare al fatto che anche Antonio poteva essere un essere sessuato.
Antonio si fermò sulla porta della stanza, ed Angela per la prima volta notò quanto erano grandi le sue spalle e quanto in effetti fosse bello e anche attraente. Ma poi Antonio si spostò, e dietro di lui c’era Riccardo. Aveva un leggero livido sotto l’occhio sinistro e in mano una chitarra
- Che ci fai qua?
Angela senti, l’ho portato io – disse Antonio – ha solo una cosa da dirti. Ti prego ascoltalo, fidati di me.
Riccardo sedette sul letto, prese la chitarra e iniziò a suonare.


Attiva il player

Pensiero di Angela
Hai preso la chitarra e suoni per me
il tempo di imparare non l'hai e non sai suonare
ma suoni per me

Riccardo
La senti questa voce? Chi canta è il mio cuore
amore amore amore è quello che so dire
ma tu mi capirai
I prati sono in fiore profumi anche tu
ho voglia di morire non posso più cantare
la colpa sei tu.

Riccardo. Ai cori: Antonio e Marina
La prima cosa bella
che ho avuto dalla vita
è il tuo sorriso giovane sei tu
Tra gli alberi una stella
la notte si è schiarita
il cuore è innamorato sempre più

Marina
sempre più
Riccardo
la la la
Marina
la la la
la la la

Riccardo
La senti questa voce? Chi canta è il mio cuore
amore amore amore è quello che so dire
ma tu mi capirai.
I prati sono in fiore (Marina: la la la la la la la la la)
profumi anche tu
ho voglia di morire (Marina e Antoni: ah ah, ah ah)
non posso più cantare
la colpa sei tu

Riccardo, Antonio e Marina

La prima cosa bella
che ho avuto dalla vita
è il tuo sorriso giovane sei tu
Tra gli alberi una stella
la notte si è schiarita
il cuore è innamorato sempre più

Marina
sempre più
Riccardo
la la la
Marina
la la la
la la la

Riccardo
La senti questa voce? Chi canta è il mio cuore
amore amore amore è quello che so dire
ma tu mi capirai


Riccardo raccontò la sua verità e non aveva il coraggio di alzare lo sguardo. Poi fu Angela a parlare
- Tu non lo sai quanto io sono stata male. Tu non lo sai. Mi dispiace, io non voglio più ora. Riccardo ti prego, vai via.
Non una lacrima, non un tremolìo nella voce. Angela aveva capito. Pensò che le persone grandi sono persone disilluse, e lei quella sera decise di diventar grande.
LIVE da: MrPokoto in onda alle ore 16:39 | link | commenti (4) | commenti (4)(popup)
nominèscion: racconto canzonato

lunedì, 05 ottobre 2009

Tra Barcellona e Berlino 

Il problema alla fine non è stato tanto parlare in inglese quanto capire gli altri che parlavano in inglese. Ah, e poi dare una risposta alla loro domanda senza far capire di non aver capito.
La mia presentazione in quel di Barcellona possiamo dire che tutto sommato non poteva andare peggio. Ma vabè, me ne farò una ragione. Oddio... in effetti me ne sono già fatta una ragione.
Ad ogni modo è successo che dopo che la chair (non la cantante, la prof che presiedeva la discussione) si è raccomandata di non sforare i 20 minuti canonici per dar poi spazio alla discussione, io ho iniziato a cliccare le slides e a parlare del mio progetto di ricerca. Poi ho finito, sfoderando un sorriso degno del miglior anchorman e dicendo and that's all for now!. All'inizio pensavo che tutti fosero scoppiati a ridere per via del mio sorriso degno del miglior anchorman. Poi ho guardato l'orologio e ho notato che non erano passati neanche 5 minuti.
Cominciamo bene.

Poi ci sono stati gli interventi, sui quali non mi dilungherò ulteriormente perché sarebbe come narrare la trama di un film no sense. Di seguito un breve riassunto degli interventi, vagamente tradotti appositamente per voi:

1 prof, da Humboldt University of Berlin: mi pare che al suo progetto manchi una teoria e delle ipotesi. Forse perché intende fare una ricerca valutativa. In tal caso mancano dei criteri di valutazione.
Risposta: ci penserò.
2 prof, da University of Barcelona: ho partecipato a una ricerca simile alla sua e c'è un grosso problema di comparabilità riguardo le politiche contro la povertà, un problema che noi per esempio non siamo riusciti a superare.
Risposta: vedrò di riuscirci io.
3 prof, da University of Southampton: [Panico. Ecco, diciamo che a tutt'oggi io non ho ancora capito cosa quel maledetto inglese abbia cercato di dirmi. E gli ho chiesto anche di ripeterlo! Continuava ad sventolare, peraltro in modo offensivo, il foglio del mio progetto agitando le braccia come Luca Giurato. Alla fine ho dovuto ignorarlo.]
Risposta: there are other questions?
4 prof, da Humboldt University of Berlin: io semplicemente non ho capito la sua domanda di ricerca e a che serve. [Glielo rispiego] Continuo a non capire.
5 prof, da McGill University of Canada: le voglio dare un incoraggiamento a fare il suo progetto, vedrà che ce la farà.
Risposta: Nessuna, non lo capivo parlava strano pure questo. Poi la prof italiana in prima fila mi ha spiegato che era un incoraggiamento allora ho detto thank you, stando ben attento ad interporre la lingua tra le labbra per far vedere che io l'inglese in fondo lo so parlare bene.
6 prof, da Sapienza Univerità di Roma: Credo che tutto sommato ha qualcosa da rivedere nel suo progetto, ma l'argomento potrebbe anche essere interessante.
Risposta: Lo spero [Retropensiero: brutto stronzo, l'avevi pure letto il mio progetto non me lo potevi dire a Roma che faceva cacare? E no, mi hai dovuto mandare qua a fare figure de merda eh? Maledetto infame schifoso...]

Insomma, questi Seminari internazionali sono molto interessanti. Alle 11,30 c'è la pausa caffè e quando esci dalla sala trovi due tavoli imbanditi, uno con le bevande e l'altro con i pasticcini.

Alla fine in un moto di pietà i professori berlinesi sono venuti a dirmi che ora che vado lì mi insegneranno loro a fare un progetto di ricerca che sia decente. Quindi insomma, sto arrivando Berlino!
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nominèscion: altrove, università salaria113

mercoledì, 30 settembre 2009

smelling BCN news 

Barcellona puzza. Ok è pulita, è bella, ma quando cammini senti la puzza che viene fuori dai tombini.
Per il resto al momento l'unica cosa che ho imparato da questo seminario è che se qualcuno bussa sul tavolo tutti devono applaudire. Questi accademici alle volte sono strani, non trovate?
Comunque stamattina ci sono state altre presentazioni, e la previsione per domani per me è: non sopravviverò.
Pazienza, male che va mi criticheranno, ma io sfodererò il mio miglior sorriso e dirò:
ehi guys! I don't give a damn about you f***ing PhD!
L'importante è dirlo sorridendo, sono sicuro che non se la prenderanno.

Comunque sulle tv barcelonete la pubblicità che va per la maggiore è quella di questo sito. Se vi dovesse servire.
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nominèscion: altrove

martedì, 29 settembre 2009

Guardavo il mondo che girava intorno a me 

Non è che non abbia mai preso altri aerei in vita mia. Solo che da un mesetto ho iniziato a vedere Lost. Tutto, dalla prima serie (vabè, sono ancora alla seconda in realtà).
Perciò stasera sono nervoso.
Il problema non è se casca l'aereo. Il problema è se casca su un isola in cui succedono cose strane. E tra Roma e Barcellona andando fuori rotta le isole che si stanno sono Ibiza, Palma o Formentera. E lì sì che succedono cose strane.
Ecco, l'idea di precipitare in un isola piena di gente fashion, di locali fashion, di cose fashion vestite fashio e truccate fashion, ecco questa è l'idea che mi terrorizza.
Poi oltertutto se proprio devo precipitare, che precipiti almeno al ritorno! No perché ormai mi sono preparato tutta sta cosa della presentazione del progetto in inglese (oddìo, preparato è una parola grossa...) quindi insomma se non la faccio mi rode!

Ad ogni modo, io di Lost ho già capito tutto.

Ah, e per finire. E' ormai tradizione che il mio blog festeggi il 29 Settembre.


Seduto in quel caffè, io non pensavo a te.
seduta caffè

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nominèscion:

domenica, 27 settembre 2009

Un anello 

Allora quindi, ho fatto questa cosa importante che dovevo fare.
E niente, è andato tutto bene. Io avevo un po' la voce rotta, lei è scoppiata a piangere.

Ah, dimenticavo. Mi ha detto sì.
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nominèscion: ciccione e bruttona

sabato, 26 settembre 2009

Vorrei possederti su una batteria dodici pentole fondo fuso alto un centimetro 

Se voi guardate la tv la mattina lo capite subito chi è il sogno erotico della casalinga media italiana. Non il macellaio, non l'idraulico, non la Panicucci, bensì lui:


*
 
L'uomo che ti vende le pentole facendoti intendere che se te le compri verrà a letto con te. 
Ah, a proposito di venire a letto con. La signora Renata, nostra amatissima portinaia, ci ha rimproverato perché l'altra sera casa nostra era piena di "femmine" che ridevano e urlavano fino alle due. Non pensate a male, o a bene, era una festicciuola niente di che.
Il punto è che abbiamo colto che la Signora Renata ci rimprovera solo se ci sono donne a casa.
La Signora Renata è gelosa di noi.



*nella foto: Giorgio Mastrota cerca di adescare una casalinga che gli stiri una camicia.
 
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nominèscion:

venerdì, 25 settembre 2009

Forthcoming 

Ieri notte alle due ho scritto l'ultimo capitolo del Racconto Canzonato. Poi stamattina alle 7 mi sono inspiegabilmente svegliato canticchiando Patty Pravo. Patty Pravo, amicizia lunga.
Tutto ha un senso state tranquilli.

Comunque volevo giusto comunicarmi un paio di cose che accadranno nelle prossime puntate.
- Parto
- Parto
- Faccio una cosa importante

Parto1 è solo per 3 giorni, per andare a presentare il mio progetto di ricerca a un seminario internazionale. Per inciso, il mio progetto non mi convince per nulla, ergo credo che mi massacreranno. Pazienza, tanto lo devo presentare in inglese, quindi ci capiranno poco. E poi mi commenteranno in inglese, quindi ci capirò poco. Quando commentaranno probabilmente penserò a qualcosa del tipo pa-ppappà-pappà, parà-pappà-pappà.

Parto2 è per tanti mesi che ancora non so. E starò a studiare a Berlino. In inglese anche lì. Se imparo il tedesco ve lo faccio sapere.

Insomma, vi farò sapere come vanno le cose.
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giovedì, 24 settembre 2009

Quello che c'è dentro di me 

Probabilmente la maggior parte di voi comuni mortali non hai mai mangiato un'ostrica (tsè!)
Ecco, beati voi.

Io ne ho mangiata una in un ristorante tanto per assaggiarla ed è stata la peggior esperienza gustativa che abbia mai avuto. Peggio di quella volta in cui mio fratello mi spacciò un cubetto di formaggio per un cubetto di ghiaccio facendomenlo mordere.
Intanto un'ostrica è una cosa viscida grossa come un orecchio attaccata a una cozza grigiastra enorme e deforme.
Ma vabè, spesso capita che qualcosa di brutto a vedere sia invece buonissimo al gusto. Però non era questo il caso.
Ho messo in bocca questa cosa viscida e sabbiosa che sapeva di un bicchiere d'acqua lasciato al sole per 3 giorni. Poi sono rimasto quei 30-40 secondi con il morto in bocca pensando al da fare, e alla fine l'ho ingoiata con grande coraggio.

E da quel momento l'ostrica vive dentro di me. Non mi ha più lasciato. Ogni giorno quanto meno me lo aspetto lei mi provoca un rigurgito al sapore di acqua putrefatta, come ad ammonirmi "guarda che io esisto, sono ancora qui. E ti tengo per le palle". Litri di cedrata Tassoni (quante cose al mondo puoi fareeee, costruireee, inventareee, ma trova un minuto per te!) non sono bastati ad affogarla.
Spero che lo stomaco ora faccia il suo dovere o dovrò chiamare un esorcista, e a me queste cose mi fanno paura.



Ps. Ma chi l'ha detto che le ostriche sono afrodisiache? Io dopo averla mangiata avevo una fiatella anti-donne epica.
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nominèscion: così non va bene mrpok

venerdì, 18 settembre 2009

URLi 

Bisogna spiegare al Sig. Splinder che il puntino si mette dopo il www e non in mezzo alle parole a cacchio.

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martedì, 15 settembre 2009

Capre espiatorie 

Quando uno ti dà un consiglio sbagliato, tu lo segui e le cose ti vanno male, puoi prendertela con lui.
Quando uno ti dà un consiglio giusto, tu non lo segui e le cose ti vanno male, te la prendi con te stesso.
Ma quando uno ti dà un consiglio giusto, però c'è un fraintendimento e tu sei convinto che ti volesse consigliare l'altra opzione, quindi segui il suo presunto consiglio, che in realtà non era ciò che lui ti voleva consigliare, e le cose ti vanno male e poi scopri il fraintendimento... insomma con chi te la prendi?
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nominèscion: così non va bene mrpok, ciclicamente blue

venerdì, 11 settembre 2009

De vaginis 

Ma io non lo so come stiamo crescendo queste generazioni di adolescemi e pre-adolescemi.

Non che noi siamo cresciuti meglio, con le reti fininvest a spacciarci merendine Mulino Bianco, gelati Eldorado et altre cose commerciose. Però noi continuavamo a vivere in un mondo con le casette a forma di fungo e certi temi restavano tabù.
Invece ti succede che torni a casa una sera di settembre, accendi MTV la tivù dei ggiovani, e ti ritrovi una tizia americana, quindi bionda e con le tette grosse, che urla ad un gruppo di ragazzi di dimostrarle quanto la amano mangiando una pig's vagiàina.
Sì avete letto bene.

Io da piccolo certe cose manco le sapevo. Mi ricordo che ero in quinta elementare quando la mia suora (perché io sono uno di quei pochi uomini cresciuti dalle suore e nonostante ciò rimasti cattolici) la mia suora dicevo diede il via a un'aspra campagna culturale contro i jeans femminili per un ritorno alla gonna per le bambine. Il motivo? La mia suora ormai buonanima ci svelò che le bambine fra le gambe avevano un buco, e se mettevano i jeans potevano stare troppo con le gambe aperte, e questo buco si sarebbe allargato.
Non potete capire lo shock che fu per me quella notizia. E non perché non sapessi che le bambine sotto il costume erano diverse da me. Il fatto era che la suora ci diede questa notizia con una faccia seria come se stesse parlando di una cosa gravissima, una innominabile mestifera tragedia, una malattia. Ecco, una malattia. L'immagine che si mise nella mia testa in quel momento fu quella di una piaga da decubito larga una ventina di centimetri e profonda una decina messa lì, fra le cosce delle mie compagne di classe. Mi sentii anche in colpa perché, pensavo, non è possibile che non mi sono mai accorto di quanto le mie amiche soffrano! Tanto fu lo sconcerto che mi girai verso Pamela, una bambina che siedeva dietro di me, e le chiesi preoccupatissimo: ma è vero?
Forse per assecondarmi o forse perché la suora aveva già convinto anche lei, Pamela annuì con la faccia di chi ti sta confidando di avere ancora pochi giorni di vita.
Altro che pig's vagiàina gente, ecco come è stata per me la prima volta che ho sentito parlare di certe cose.

Menomale che poi alle medie uno inizia a leggere i giornaletti porno.
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nominèscion: realità fuori dal realiti, così non va bene mrpok

martedì, 08 settembre 2009

Goodmorning Michele! 

Oggi è l'8 Settembre. Qualche anno fa di questi tempi Badoglio diceva per radio qualcosa del tipo: la guerra è finita ma continua, vedete un po' voi quello che dovete fare, io me ne vado in vacanza con Vittorio Emanuele e la sua pischella, me ne vado in Salento che c'hanno l'erba buona.
Ma questa è acqua passata, chi volete che si ricordi più di quell'8 settembre di anni fa. Giusto quei quattro scoppiati calvi e grossi e con gli anfibi neri che ieri sera a piazza quadrata attaccavano manifesti che parlavano di onore e vergogna e cose del genere sotto la foto di gente con un braccio alzato.

Ma non è questo il punto. Il punto è che è morto Mike Bongiorno. E non potete capire quanto mi intristisca la cosa, soprattutto dopo aver scoperto che Federica Panicucci è tornata in tv in versione "donna educata gentile padrona di casa". Ovviamente mi riferisco al Mike pre1978.
E come se non bastasse devo scrivere la presentazione del mio progetto di ricerca per dopodomani, e non è che non sappia cosa scrivere ma è proprio che non ho per nulla voglia.
E ripensandoci non so neanche bene cosa scrivere.

Ad ogni modo (adoro questa locuzione) pare che abbiano chiesto a George Clooney se sia gay. Non ha risposto, dice che ha solo sorriso. Pare anche che Michael Jackson sia vivo. Ma questo non ha nulla a che fare con l'armistizio, non credete?

Ah Mike, lui sì che era un gran professionista. Peccato per il post1978.
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nominèscion: realità fuori dal realiti

Kafkà. 

Ho alzato lo sguardo appena l'ho visto passare alla luce della lampada. Beh perché se fosse stata una zanzara avrei dovuto ucciderla (peraltro senza fare rumore, ché in camera c'è gente che dorme).
Ad ogni modo non era una zanzara, ma un insetto volante; un insetto apparentemente non pungitore, quindi innocuo, di conseguenza non da ammazzare.
E l'insetto innocuo mi ha tenuto compagnia svolazzando intorno alla lampada e creando giochi di luce con la sua ombra. Poi, mentre volava, è precipitato sulla scrivania. Si è sentito un sonoro "tonk", sonoro rispetto a quello che potersti aspettarti da un insetto. Era morto. L'ho toccato con una penna, ma era morto.
Ecco, non avrei mai pensato di assistere live alla morte d'infarto di un insetto.

Ma il punto non è questo.
Ciò che volevo comunicarvi è che ho scoperto di provare un piacere particolare nel pronunciare la locuzione "ad ogni modo" a inizio di frase.
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nominèscion:

giovedì, 20 agosto 2009

Rapido aggiornamento 

Per quel che riguarda le mie vacanze, al momento posso dirvi solo questo.




Per ora non chiedetemi altro.
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nominèscion: angolo della cultura, nonsensi - surrealitisciò

lunedì, 06 luglio 2009

Kyoto scaccia Kyoto 

Ci sono i cambiamenti climatici. E non lo dico solo io, lo dice pure la televisione. E io della televisione mi fido, ma solo di quella analogica, ché questo digitale terrestre non mi convince proprio. Ah, e poi la televisione col tubo catodico, ché questo plasma non mi convince proprio.
Ma non è questo il punto. Il punto è che il clima, un tempo mite, sta diventando sempre più equatoriale. E non mi sto riferendo al clima in generale, che anche diei anni fa se venivate a Taranto d'estate tra scirocco e fumi dell'Ilva non vi sareste stupiti di vedere papagalli e uccelli del paradiso svolazzare sopra casa vostra e mandrilli che mano nella mano aiutavano scimpanzè ad attraversare la strada. Cosa che peraltro potreste comunemente vedere anche ora. Ad ogni modo mi riferisco più semplicemente al clima di casa mia. A Roma.
La portiera del nostro condominio, Renata, annaffia quelle quattro piante che sono nel cortile così spesso e con tanta acqua che non basterebbero dieci pozzi in Africa per ripagarla. Mi riferisco a pozzi petroliferi ovviamente.Conseguentemente la mia stanza, affacciata al primo piano del suddetto cortile, è frequentata da zanzare tigri grosse come pterodattili. Per la verità la stanza ormai è la loro, e se per sbaglio le sfioro cercano immediatamente di uccidermi con una manata o uno schiaffo o un battito di mani al volo.
Ho provato a spiegare alla signora Renata di evitare di creare un microclima eccessivamente favorevole allo sviluppo delle larve di zanzara. Essa mi ha risposto di stare tranquillo: avrebbe scacciato la sera stessa le zanzare. Come? Schizzandogli dell'acqua addosso con il tubo per farle scappare.
Io non credo che Renata abbia ben capito cosa sono gli sconvolgimenti climatici.
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nominèscion: vita nella casaorca

giovedì, 02 luglio 2009

Cosa è il dialetto se non un cattivo rapporto con le vocali? 

Ho guidato un trattore cingolato, che noi a casa chiamiamo semplicemente "il lamborghini", con un aratro attaccato dietro e in mezzo a un vigneto, che in puglia chiamiamo "il tendone".
Sono stato molto bravo.
Ho divelto solo una cinquantina di vitigni, che noi a Talsan-City chiamiamo cipponi.

Per capirci: il trattore cingolato non ha uno sterzo. E neanche un manubrio, una cloche o un joypad.
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nominèscion: così non va bene mrpok

domenica, 28 giugno 2009

i Tuttosommati 

Ah, le feste di paese! Per informarti che stanno iniziando sparano i colpi a salve. Quando finiscono ci sono i fuochi d'artificio. Nel mezzo bancarelle, noccioline, zucchero filato, la banda e la Madonna portata a spalla in processione. E tutti si incontrano, parlano, mangiano le noccioline e buttano le bucce per terra e i bambini fanno rotolare ruote di legno con un bastoncino.
Non è meraviglioso tutto ciò?
E' il bello di essere nato in un Paese cattolico. Altro che quelli che dicono.
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nominèscion: dialoghi subreali

martedì, 23 giugno 2009

Dedicato alla Nana bis 

IPOTONICI DEL MONDO, ECCO LA VOSTRA REVENGE!
Questo post è VM18, infatti lo pubblico dopo le 23.30

Dunque dicevo ieri che l'altra sera si parlava di bamboli gonfiabili. Allorché accadde che l'esimia Nana ci comunicò dell'esistenza di questa diavoleria:


Si chiama la sedia dell'amore, in inglese the Seat of Love, e pare che impazzi negli hotel giapponesi e coreani. Ora, non so voi, ma io d'ora in poi non guarderò con gli stessi occhi chi mi dice che va a fare il turista in Giappone e Corea. Comunque, se non vi è chiaro come funzioni questa cosa, qui c'è anche un video esplicativo; l'omino blu è l'uomo, l'omino rosa è la donna. Sì lo so... nell'ultima scena l'omino blu non c'è. Ma sapete, ormai le donne sono emancipate, e possono anche fare a meno di noi uomini.
Soprattutto dopo che lancerò sul mercato i bamboli gonfiabili.
LIVE da: MrPokoto in onda alle ore 23:31 | link | commenti (6) | commenti (6)(popup)
nominèscion:

lunedì, 22 giugno 2009

Dedicato alla Nana 

Ho aspettato le 23.30 per pubblicare questo post dai contenuti VM18.

No perché l'altra sera stavamo pensando di metter sù un'impresa che fabbrichi bamboli gonfiabili. Perché le bambole gonfiabili sono un prodotto che tira sempre, in ogni senso, ma ormai c'è la parità dei sessi, le donne fumano, bevono, lavorano, guidano addirittura la macchina. Quindi, come logica conseguenza di tutto ciò, anch'esse hanno diritto a dei bamboli gonfiabili.
Non sto qui a descrivere come debbano essere fatti questi e che differenza debba esserci con le più classiche bambole gonfiabili. Suvvia, è abbastanza intuitivo!
In più, visto che a certe cose gli uomini non badano ma le donne sì, pensavamo anche di fare una linea con volti famosi di figoni che piacciono alle donne: Roul Bova, Brad Pitt, Cristiano Ronaldo, Johhny Depp, George Clooney, Berlusconi... Ovviamente ci mettiamo sù le loro facce ma cambiamo i nomi, sapete quelle noie dei diritti ecc... Quindi avremmo Raul Bove, Brendon Pitter, Christian Ronald, John Depardieau, Jorgy Cluny, Sandro Bondi.

Bene, in realtà dovevo scrivere un post su tutt'altro, ma siccome mi sono dilungato ve ne parlerò domani sera (dopo le 23.30 anche domani, ché è un'altra cosa VM18)
LIVE da: MrPokoto in onda alle ore 23:42 | link | commenti (4) | commenti (4)(popup)
nominèscion: realità fuori dal realiti, dialoghi subreali